come la Gronda bassa fino a Pegli da dove parte il tunnel che si innesta in curva sull'A7
Implicazioni
raddoppio del Ponte Morandi
bretella fino a Mignanego
bretella di collegamento della gronda di ponente con l'A7
-
tunnel sotto il Polcevera
Ri-elaborazione su fonte: ANAS, Autostrade S.p.A., Il Secolo XIX
Interventi previsti da Autostrade per l'Italia nel passante di Genova
Fonte: Autostrade per l'Italia
Il nodo autostradale di Genova si presenta certamente come uno dei tratti autostradali tra i più critici d'Italia. In particolare la confluenza di tre diverse autostrade (A7, A10, A12) nell'area metropolitana genovese determina elevati livelli di congestionamento caratterizzati dalla presenza di traffico cittadino e pendolare, di traffico merci al servizio del porto di Genova e degli assi est-ovest, nonché di traffico turistico che soprattutto nel periodo estivo interessa molti tratti della riviera ligure.
L'opera del Passante è stata inserita nel primo programma delle infrastrutture strategiche (Legge nº 443 del 2001 - Legge Obiettivo) ed è stata poi recepita nel IV Atto Aggiuntivo del 2004.
Tra le soluzioni ipotizzate per ovviare al problema del traffico del nodo autostradale, la soluzione condivisa con gli enti, 10/12/2003,è stata quella dell'itinerario 3, che è l'itinerario con attraversamento in subalveo del Polcevera. Il collegamento gronda-A7, non previsto negli atti di convenzione (IV° atto aggiuntivo ANAS - Autostrade), è stata oggetto di studio in una fase successiva di confronto del tavolo tecnico.
ITINERARIO 3 - ITINERARIO CON ATTRAVERSAMENTO IN SUBALVEO DEL POLCEVERA
Fonte: AISCAT - Autostrade per l'Italia
L'EVOLUZIONE del PROGETTO e le CRITICITA'
Nell'itinerario concordato con gli enti il 10 dicembre 2003 sono state riscontrate alcune criticità, che ne hanno determinato la modifica. Le criticità sono state rappresentate da:
L'interconnessione di Voltri,
l'attraversamento della valletta in località Cannate,
l'attraversamento della Val Fagaggia,
l'attraversamento del torrente Varenna,
la connessione per Genova-aeroporto,
l'attraversamento del rio Trasta,
l'attraversamento del torrente Polcevera,
l'attraversamento del torrente Goresina (zona Geminiano),
la connessione con lo svincolo di Genova-Bolzaneto,
il raccordo della nuova carreggiata nord della A7 con l'infrastruttura esistente.
La soluzione concordata in sede di tavolo tecnico (30/09/2004) ha risolto in parte le criticità e si è configurata come mostra la figura sottostante:
SOLUZIONE CONCORDATA IN SEDE DI TAVOLO TECNICO (30/09/2004)
Fonte: ANAS - Autostrade per l'Italia
Le opere del nodo di Genova hanno previsto la realizzazione di una Gronda di Ponente in grado di collegare la A26 alla A7 tra Voltri e Bolzaneto, procedendo quasi interamente in galleria e collegandosi con una bretella all'aeroporto di Genova; una galleria sotto al torrente Polcevera; un nuovo tratto di carreggiata della A7 a nord di Bolzaneto; l'ampliamento del nodo di San Benigno all'uscita del casello di Genova Ovest; la realizzazione del Tunnel di Rapallo, per collegare il casello della città rivierasca con la vicina Santa Margherita Ligure attraverso un tunnel di 4.700 metri.
Il progetto così presentato manca però di due passaggi: l'allaccio della nuova gronda all'A7 in direzione nord ed il punto di eventuale raccordo con la possibile gronda di levante da Bolzaneto a Chiavari, via Fontanabuona. Il braccio di collegamento non è stato progettato nel dettaglio essendo state modificate alcune linee geometriche. In base ai nuovi tracciati gli enti locali dovranno trovare una nuova intesa sul collegamento.
Il 14 febbraio 2006, al termine di un incontro con il presidente di Autostrade Spa, Vito Gamberale, avvenuto dopo la cerimonia di apertura della galleria Brasile sull'autostrada Genova-Serravalle - il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, ha annunciato l'imminiente sottoscrizione dell'ente regionale dell'intesa con Anas, Comune e Provincia di Genova con la quale verrà definitivamente fissato il tracciato del nodo autostradale di Genova (la cosiddetta "gronda" di Ponente). Nel corso della riunione é stato sancito il trasferimento di cinque milioni di euro da RFI- Rete Ferroviaria Italiana ad Anas per la realizzazione del ponte ferroviario sul Polcevera e l'assegnazione di 20 milioni di euro da parte di Anas alla Società di Cornigliano per l'avvio dei primi collegamenti viari in vista della costruzione della strada a mare nell'area dell'ex acciaierie Ilva.
I vertici di Anas e Autostrade hanno firmato, il 3 agosto 2006, con la Regione Liguria, e davanti al ministro per le Infrastrutture, Antonio Di Pietro, l’accordo definitivo per il tracciato della "Gronda" autostradale di Ponente che serve per potenziare il "nodo" di Genova. L'allora Ministro in carica, Antonio Di Pietro, ha dato mandato ad Anas di avviare il progetto preliminare. Di Pietro ha anche confermato che per l’opera, 34,8 km, sarebbero stati disponibili 1,8 miliardi di euro,
a fronte di un costo finale che avrebbe dovuto sfiorare i 3 miliardi.
Al momento permangono ancora delle incertezze circa l'esatto itinerario - condizionato dalle modalità di scavo - e la destinazione del materiale proveniente dallo scavo delle gallerie.
Il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, ha firmato con l’a.d. di Autostrade, Giovanni Castellucci, e il presidente di Anas, Pietro Ciucci, un protocollo di intesa in cui è indicata, tra le altre opere, un nuovo ponte sul torrente Polcevera e il nuovo svincolo che collega Genova Ovest al porto. Il progetto prevede anche la realizzazione del tunnel tra Rapallo e Santa Margherita Ligure e altre opere di collegamento tra Rapallo e Zoagli e in uscita ai caselli di Chiavari e Lavagna.
La Regione ha anche dato la propria disponibilità alla realizzazione della terza corsia per la A12 Genova - Livorno che é invece ancora in discussione per la parte toscana. Anas, infine, ha approvato finanziamenti per 33 milioni di euro per cinque interventi già avviati o da iniziare a Genova (tre opere), Sanremo (Imperia), e Vispa (Savona).
Il 16 novembre 2006 il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Antonio Di Pietro ha presentato un documento sulle "infrastrutture prioritarie" che si pone come strumento per la programmazione e nasce da incontri con le diverse Regioni. Nella parte relativa alla Liguria viene trattata anche la Gronda di Ponente:
"Gronda di Ponente:
L’intervento ha come obiettivo il potenziamento della tratta autostradale A10 tra i caselli di Genova Voltri, Bolzaneto, Genova est e la tratta ascendente della A7 tra Genova Ovest e Bolzaneto, nonché del Raccordo Rapallo – S. Margherita. L’opera consente di trasferire il 50% del traffico leggero e la totalità di quello pesante sul nuovo itinerario, attraverso la realizzazione di due carreggiate con due corsie per senso di marcia più la corsia di emergenza. La Gronda di Ponente, il cui costo stimato è pari a M€ 1.850,00 e che dovrebbe trovare attuazione coerentemente con le risorse finanziarie previste nel IV Atto Aggiuntivo, si articola nelle seguenti opere:
- Nuova A7 Nord. L’opera riguarda la tratta tra il casello di Genova Ovest fino all’innesto con la A12. Nel IV atto aggiuntivo tra ANAS e Autostrade per l’Italia Spa sono previsti 403 M€ per la tratta tra Genova Ovest e Bolzaneto, mentre il costo stimato per l’adeguamento dalla Gronda di Ponente fino all’A12 è pari a 285 M€.
- Nodo di S.Benigno. È uno dei punti chiave della viabilità genovese, per la presenza del principale casello autostradale a servizio del centro cittadino, dell’accesso alla sopraelevata e dei varchi portuali. L’attuale interazione delle diverse tipologie di traffico in uscita dal casello rende il sistema dei trasporti fragile. Il costo stimato per la realizzazione dell’intervento, che dovrebbe trovare attuazione coerentemente con le risorse finanziarie previste nel IV Atto Aggiuntivo, è pari a 305 M€.
- Casello di Rapallo - Sistemazione viabilità. L’inadeguatezza strutturale e funzionale del casello di Rapallo è determinata, in particolare, dall’assenza di un adeguato sistema di viabilità di adduzione allo stesso che sia in grado di accumulare i flussi di traffico provenienti o diretti all’autostrada A12, senza interferire con la viabilità cittadina. L’intervento prevede la complessiva riorganizzazione funzionale del nodo viario, al fine di strutturare gerarchicamente le numerose direttrici viarie che vi confluiscono. Il costo stimato ammonta a 5 M€."
Fonte: Il Secolo XIX, 05/12/2006
Il ministero per le Infrastrutture, Anas, Autostrade, Regione Liguria e enti locali hanno firmato il 5 febbraio 2007 i protocolli di intesa per realizzare le opere di raccordo della viabilità nel ponente genovese (strada a mare) e per la nuova viabilità presso i caselli autostradali di Genova Voltri, Rapallo e Chiavari Lavagna, che rientrano nel “nodo stradale e autostradale”.
A7 A10 Passante di Genova
Fonte: Autostrade SPA
Alessandro Repetto, Presidente della Provincia di Genova, ha sottolineato, a metà ottobre 2008, la necessità e l’obbligo di sottoporre la scelta del tracciato della Gronda di Ponente, al procedimento della preventiva Valutazione ambientale strategica (Vas), come da legge dello Stato del 2006 e modificata nel 2008, affinché lo stesso possa essere assunto, a tutti gli effetti, per la redazione della progettazione definitiva da sottoporre alla valutazione di impatto ambientale (Via).
Sulla necessità di attivare la procedura di cui sopra ha già da tempo richiesto l’intervento del soggetto proponente, che fa capo alla società Autostrade per l’Italia Spa e al ministero dell’Ambiente. Ciò consentirà di avviare il confronto, e di fornire le informazioni necessarie ai cittadini, ai rappresentanti istituzionali e delle categorie economiche e sindacali per una valutazione non solo ideologica, ma anche e soprattutto partecipata. Infatti la partecipazione ed il dibattito non può essere inteso come un aspetto discrezionale e concessorio, ma rientra in un obbligo di legge che Repetto intende privilegiare.
Il consiglio comunale ha poi stabilito che sarà affidata ad un dibattito pubblico - sul modello francese - la decisione sulla cosiddetta Gronda di ponente, che dovrà sostituire il Ponte Morandi a Genova.
Il PROGETTO in NUMERI
km
GRONDA DI PONENTE
A7 NUOVA CARREGGIATA NORD
TUNNEL DI RAPALLO
NODO DI SAN BENIGNO
lunghezza totale
56,81
10,66
5,30
3,10
lunghezza tratti in galleria
47,27
8,64
4,70
4,77
lunghezza viadotti
8,16
0,97
0,35
0,19
Fonte: ANAS - Autostrade per l'Italia
Allo stato attuale rimangono da affrontare le seguenti principali criticità:
CRITICITA'
SOLUZIONI POSSIBILI
individuazionme di siti in cui conferire 13 milioni di metri cubi di materiale proveniente dagli scavi
disponibilità di invasi portuali (70%), marginalmente colmamento di cave dismesse, rifacimento costiero delle spiagge, tombamenti vallivi
reperimento cave per l'approvvigionamento di circa 2 milioni di metri cubi inerti pregiati
acquisizione dei piani cave di prestito presso la Regione Liguria
approvvigionamento idrico ed assetto idrogeologico della Valpolcevera: modifica del regime di falda conseguente alla costruzione della galleria sub-alvea
simulazione del nuovo regime idraulico con modelli fisico-matematici ed interventi di nuova captazione ed adduzione di acque destinate al fabbisogno idrico
condivisione con gli enti locali della viabilità di servizio
previa risoluzione delle problematiche sopra enunciate
tipologia progettuale della galleria sub-alvea di assoluta avanguardia (prototipo su scala mondiale)
accurato approfondimento della metodologia esecutiva per confermare la realizzab ilità dell'opera
Fonte: ANAS - Autostrade per l'Italia
I COSTI delle OPERE
milioni di euro
GRONDA DI PONENTE
A7 NUOVA CARREGGIATA NORD
TUNNEL DI RAPALLO
NODO DI SAN BENIGNO
VALORI COMPLESSIVI
importo di piano finanziario
1.045
338
150
267
1.800
importo netto lavori al 10/12/2003
1.429
413
158
270
2.270
importo netto lavori al 13/10/2004
2.000
480
170
280
2.930
Fonte: ANAS - Autostrade per l'Italia
Il costo complessivo sfiora i 3 miliardi di euro (2,93 miliardi di euro), di cui 1,8 miliardi già finanziati da Autostrade, mentre il resto si otterrà tramite aumenti del 2,7% delle tariffe su tutto il territorio nazionale.
L'ultima novità: il dibattito pubblico sulla GRONDA DI PONENTE
La Gronda di Ponente è vista come un nuovo tratto autostradale capace di raddoppiare l'attuale autostrada costiera A10. La Gronda si snoda tra Vesima e l'innesto con le autostrade A7 (verso Milano) e A12 (verso Livorno), a monte dell'attuale autostrada costiera A10. E' stata progettata da Autostrade per l'Italia allo scopo di ripartire il traffico di attraversamento e locale tra le due arterie e quindi di eliminare gli ingorghi e i rallentamenti che oggi si verificano sulla A10 nel tratto Voltri-Genova ovest.
La Gronda di Ponente ha una lunga storia come si evince anche della molteplicità di inofrmazioni che sono riportate anche, in parte, nel sito di TRAIL, l'idea della nuova autostrada Voltri-Genova è in discussione da circa 30 anni. Sono state formulate diverse ipotesi di tracciato, ma finora il progetto non è riuscito ad andare in porto, soprattutto per la difficoltà di trovare una soluzione accettabile per l'attraversamento della Val Polcevera.
Il dibattito pubblico sulla Gronda di Ponente che si è svolto a Genova tra il 1° febbraio e il 30 aprile 2009, è stato il primo caso in Italia di débat public “alla francese” relativo a una grande opera infrastrutturale. Esso si è basato sulla metodologia sperimentata in Francia dalla Commission nationale du débat public negli oltre quaranta dibattiti pubblici fi nora conclusi oltralpe (su autostrade, centrali elettriche, elettrodotti, rigassifi catori, linee ferroviarie a alta velocità, ecc.).
Il dibattito pubblico si prefigge di diffondere tutte le informazioni necessarie con la massima trasparenza e capillarità, di dare voce a tutti i cittadini senza alcuna preclusione e di favorire il confronto tra di essi e il soggetto proponente. Lo scopo è quello di assicurarsi che tutte le possibili obiezioni all’opera possano essere presentate, argomentate e prese in considerazione in modo da consentire al soggetto proponente di prendere decisioni consapevoli.
Per coinvolgere direttamente tutti i cittadini interessati nella valutazione delle alternative il Comune di Genova, d'accordo con Autostrade per l'Italia - soggetto proponente - ha deciso perciò di attivare un dibattito pubblico.
L'esito di questo processo è rappresentato da cinque alternative di tracciato, il costo delle quali è stimato tra i 4 e i 6 miliardi di euro.
Nel caso della Gronda di Genova questo modello si è rivelato come uno strumento di grande efficacia.
I cittadini hanno ricevuto l'informazione sul progetto, hanno cominciato a interloquire, sia pure talvolta in modo comprensibilmente burrascoso, con Autostrade per l'Italia, hanno mandato commenti e osservazioni, hanno ricevuto risposte vie mail o attraverso il forum, sono stati publbicati ulteriori dati e informazioni di Autostrade per l'Italia e diversi "Quaderni degli attori" che sollevano problemi e propongono nuove soluzioni.
Il dibattito è riuscito a diffondere conoscenze puntuali come di rado succede per una grande opera pubblica, ad attivare la partecipazione, a stimolare le capacità critiche e progettuali tra i cittadini ed ha indotto il soggetto proponente (Autostrade per l’Italia) ad accettare il confronto svolgendo un ruolo inconsueto per una grande società privata. Il dibattito è stato anche particolarmente difficile e tormentato. Ha incontrato una veemente opposizione sul territorio. Ha rischiato più volte di rinchiudersi in una situazione di muro contro muro. Ma ha anche consentito di ascoltare tutte le voci, di scoprire l’esistenza di nuovi problemi e di sollecitare proposte alternative.
Video di presentazione del DIBATTITO PUBBLICO sulla Gronda di Ponente presente su You Tube in cui vengono presentati i 5 tracciati.
Si sono svolti diversi incontri di approfondimento dedicati a temi specifici e riportiamo la lista degli incontri:
Sedi
Temi
Date
Palazzo Ducale
Sala del Maggior Consiglio P.zza Matteotti
La gronda e gli scenari del traffico e della mobilità
7 marzo 2009 h.9:30 – 13:00
Teatro Albatros
via Roggerone 8 - Rivarolo
Approfondimento sulle cinque alternative di tracciato
17 marzo 2009 h.17:00 – 20:30
Centro Civico Villa Spinola in Viale Narisano, 14
Cornigliano
La gestione dei cantieri e lo smaltimento dei materiali di scavo
21 marzo 2009 h.9:30 – 13:00
Teatro Albatros
via Roggerone 8 - Rivarolo
L'impatto della gronda sull'ambiente, sulle abitazioni e sulle aree industriali
4 aprile 2009 h.9:30 – 13:00
Centro civico Buranello ,via Buranello 1A, via D'aste 8
Sampierdarena
La gronda e il territorio: verso una progettazione integrata?
18 aprile 2009 h.9:30 – 13:00
Auditorium Palazzo Rosso
Vico Boccanegra
Centro
Incontro conclusivo
29 aprile 2009 h.17:00 – 20:30
Per visionare dettagliatamente i 5 tracciati alternativi proposti per la Gronda CLICCA QUI!
Mappa tratti in comune dei 5 tracciati: CLICCA QUI!
Per leggere la relazione conclusiva della Commissione sul dibattito pubblico: CLICCA QUI!
Per leggere l'intervista rilasciata dal Presidente della Camera di Commercio di Genova, dott. Paolo Odone, sulla Gronda (Interviste » Infrastrutture: la CdC di Genova sostiene la Gronda di Ponente, 20 gennaio 2010) CLICCA QUI
LA GRONDA DI LEVANTE
Per quanto concerne la realizzazione della Gronda di Levante, ovvero la bretella che, passando nell'entroterra del Tigullio, a nord del capoluogo ligure, dovrebbe risolvere i problemi del nodo viario tra Genova e Chiavari, diventando un grosso supporto per lo sviluppo della Fontanabuona, esistono due proposte di progetto:
il primo progetto, già approvato dalla Regione Liguria e dai sindaci della Fontanabuona, è stato proposto dalla società privata genovese Infrastrutture Lavoro Italia, nel dicembre 2002 a Cicagna. Il progetto prevede un tracciato di 32 km , per la maggior parte in galleria (80%), che bypassa Genova, con partenza dalla zona di Rio Campodonico (Chiavari), per raggiungere Calvari (primo casello) Ferrada di Moconesi (secondo casello) e la località La Presa in Valbisagno. Da qui non è stato ancora deciso se si proseguirà in alto verso S. Olcese - Mignanego, oppure se si dirigerà verso la costa.
la seconda proposta è avanzata dalla società di Marcellino Gavio, che suggerisce la realizzazione di una bretella, che lasci l'A7 a Serravalle Scrivia, raggiungendo direttamente Sestri Levante, bypassando la Fontanabuona ed evitando addirittura l'intero Tigullio. Quest'ultima soluzione permetterebbe di alleggerire il transito su Genova allacciando la Toscana con la Liguria e la Lombardia.
Il progetto preliminare per la gronda di Ponente, che comprende anche il nuovo tunnel tra Rapallo e Santa Margherita, non contempla una futura eventuale gronda di levante da Bolzaneto a Chiavari e oltre. Un progetto di massima, in questo senso, con una doppia carreggiata disegnata in Val Fontanabuona, era stato presentato dalla Illi, controllata da Banca Carige. Ma i disegni consegnati da Autostrade SpA non prevedono il raccordo, nonostante il CIPE abbia parlato di un «nodo unico» tra il ponente e il levante genovese.
IL TUNNEL RAPALLO - SANTA MARGHERITA LIGURE
Legenda:
in rosso i tratti di progetto in galleria, in blu i tratti di progetto all'aperto
Criticità del tracciato:
1 - pendenze longitudinali eccessive nel tratto terminale del tunnel
2 - scarsa capacità di deflusso della connessione al lungomare di collegamento con Portofino
Fonte: ANAS - Autostrade per l'Italia
Con il termine "tunnel di Rapallo" (cat. F1 - locale ambito extraurbano) si intende il collegamento tra lo svincolo di Rapallo sulla A12 ed il lungomare di Santa Margherita Ligure.La storia del tunnel di collegamento tra Rapallo e Santa ha inizio nel 1963: il percorso è stato confermato nel piano regolatore di Santa Margherita nel 1968 come strada di cornice scoperta e tale piano è stato approvato dalla Regione nel 1974; il tunnel è stato previsto nel 1982 nel piano regolatore di Rapallo.
Nell'aprile 2003 l'ANAS ha confermato che il tunnel di collegamento Rapallo a Santa Margherita, senza attraversarne i rispettivi centri, si sarebbe fatto. Nei primi giorni di maggio 2004, a Santa Margherita, è stata siglata l'intesa ufficiale tra le due città. Secondo il tavolo tecnico del settembre 2004, per il tunnel Rapallo - Santa Margherita è previsto un costo di 170 milioni di euro. Il progetto del tunnel di Rapallo rappresenta la ricerca di una soluzione all'insostenibile addensamento del traffico lungo la strada che conduce a Santa Margherita e Portofino determinato da centinaia si pullman turistici e da camion oltre i 35 quintali che pregiudicano tanto al vivibilità come la sicurezza. Per quanto concerne il tracciato, la galleria tra lo svincolo di Rapallo sulla A12 e la strada tra Santa Margherita e Portofino è stata prevista inizialmente una lunghezza complessiva di 5,3 chilometri, di cui 4,7 in galleria, con 350 metri quadrati di viadotti: la partenza è prevista in piazzale degli Alpini a Rapallo, dove attualmente è situato il casello, poi è stato previsto un piccolo ponte per bypassare il campo da golf e l'imbocco della galleria è stata pensata sotto il green per poi sbucare, dopo 200 metri, a San Siro, nell'area di Santa Margherita. In tale area si è pensato alla realizzazione di parcheggi d'interscambio. A questo punto vi saranno alcune diramazioni: con una si giungerà su una strada già esistente che conduce al centro di Santa Margherita, con un'altra si giungerà nella zona artigianale (con una strada che giunge al porto) e con l'ultima si sbucherà sul litorale all'altezza del Miramare. Il 13 ottobre 2004 è stato sbloccato il piano finanziario per il riassetto del nodo autostradale di Genova che comprende anche l'opera del tunnel di Rapallo.
Dopo interminabili periodi di silenzio, nel marzo 2006, in una riunione indetta ad hoc per la partita del traforo, che sta facendo litigare da anni i cittadini delle due località rivierasche e relativi pubblici amministratori, schierati su fronti contrapposti tra sostenitori del tunnel e comitati contro il “buco” nel monte di Portofino, il sindaco di Rapallo, Ezio Capurro, schierato di fronte al sindaco di Santa Margherita, Claudio Marsano, ha proposto una soluzione decisamente innovativa: che il tunnel di collegamento tra Rapallo e Santa Margherita abbia l'uscita all’altezza della piazzetta dei Cavalieri di Malta, in via Piaggio, sempre nel territorio di Rapallo. Santa Margherita resterebbe dentro al tracciato per un lungo tratto non meglio individuato. Il sindaco di Portofino, Giorgio Devoto, appare prudente nel valutare la nuova ipotesi dopo le polemiche emerse. Secondo il presidente del comitato anti tunnel, Marco Delpino, il tunnel non risulta efficace anche nella nuova proposta di Capurro in quanto i problemi del traffico comunque rimarrebbero ed inoltre sarebbero comunque necessarie, al più presto, misure alternative perchè il tunnel risulterebbe realizzabile solo in 10 anni.
Il nuovo percorso in parte sotterraneo ed in parte allo scoperto sarebbe lungo tra 1.300 e 1.400 metri e l'ulteriore ipotesi di di una tangenziale per chi dal casello autostradale di Rapallo si dirige a Zoagli, il vecchio tracciato prevedeva 4.850 metri quasi totalamente in galleria. Il finanziamento dato dal Ministero delle Infrastrutture nell'ambito del progetto del nodo autostradale di Genova è di 250 milioni di Euro.
(Fonte: Il Secolo XIX; 04/03/2006)
Tra le varie proposte, in alternativa al tunnel, è spuntata anche quella di effettuare, mediante il Servizio Marittimo del Tigullio, il trasporto di persone e merci via mare, predisponendo una linea con prezzi adeguati per i residenti e capace, tramite traghetti, di collegare Rapallo e Portofino tutto l'anno.
A seguito delle difficoltà avanzate dal sindaco di Santa Margherita Ligure per l'uscita del tunnel stradale Rapallo-Santa Margherita Ligura nella zona dell' Hotel Imperiale, la cui realizzazione ricade nella proprietà dell'albergo, nel luglio 2006, il Comune di Rapallo ha preparato un progetto alternativo che prevede l'uscita del collegamento alcuni metri prima dell'ingresso della Villa dei Cavalieri dell'Ordine di Malta. L'annuncio è stato dato dallo stesso sindaco di Rapallo, Armando Ezio Capurro, che ha già inviato alla Regione Liguria e alle altre amministrazioni competenti, tra cui la Provincia di Genova, il nuovo studio.
La precedente uscita presso l'Imperiale, scrive Capurro, è stata criticata ''vista l'impossibilità di interrarla, considerato che l'altezza del muro fronte strada è di tre metri ed il tunnel ha un'altezza di sei metri''. Anche ''la richiesta di realizzare un parcheggio nella zona Lido, la cui fattibilità è incerta'' ha spinto Capurro ad agire diversamente. ''Si propone una soluzione alternativa del terminale del tunnel verso S. Margherita Ligure, tutta in territorio del Comune di Rapallo con innesto sulla strada provinciale 227 in tratto rettilineo, a breve distanza dal dosso antistante l'ingresso alla Villa dei Cavalieri dell'Ordine di Malta''. ''L'innesto - spiega il sindaco - interviene in tratto rettilineo attualmente di modesto calibro per il quale esiste già la previsione di un allargamento lato valle di due metri, proposto dallo stesso Ordine di Malta, proprietario, e della fascia a monte, di cui è agli atti del Comune atto di impegno unilaterale alla cessione da parte dei proprietari''. ''La soluzione proposta risolve, a giudizio della scrivente Amministrazione - dice ancora Capurro - tutte le preoccupazioni, in quanto risolverebbe in maniera definitiva il problema della viabilita' ed il tunnel sarebbe tutto in territorio rapallese, da Rapallo a Rapallo, al servizio del nostro comune e di Santa Margherita Ligure. La soluzione peraltro permetterebbe un ulteriore risparmio''
Il senatore di Forza Italia Luigi Grillo (già presidente della commissione) ha spiegato, a gennaio 2007, che il tunnel di Rapallo non c’è più, per colpa delle amministrazioni e per le liti tra i Comuni. (Dopo una lunga serie di polemiche anche la Lega Nord ha ritirato, a settembre 2006, la fiducia al sindaco Capurro e la giunta comunale ha perso la fiducia.
Ad ottobre è stata appoggiata la mozione di sfiducia nei confronti dell'ex sindaco Capurro presentata da otto consiglieri comunali; nessun riferimento è stata fatta alla vicenda del conflitto d'interesse su presunti abusi di natura edilizia che ha coinvolto Capurro. Attualmente a rapallo vi è il
commissario straordinario Dott. Prefetto Mario Spanu.)
Mentre sulla gronda di ponente Comune di Genova e Provincia sono andati avanti, pur tra molte difficoltà sul tunnel di Rapallo è dal 2002 che i sindaci non hanno trovato un’intesa, neppure sui percorso. La società autostradale, mancando un quadro di riferimento preciso, non può che agire di conseguenza. Inserito nell’accordo quadro Stato-Regione del 2002, tra il ministro Lunardi e il governatore Biasotti, il tunnel di Rapallo era stato inserito nelle opere strategiche senza stanziamenti.