PORTO DI GENOVA
Progetti


Aggiornato a dicembre 2007


Veduta, dalla zona di Castelletto, del porto di Genova
Fonte IIC

Nel mercato del Mediterraneo, il Porto di Genova rappresenta una realtà portuale che, per una "tradizione" essenzialmente legata alla collocazione geografica e, "più recentemente", per i positivi sviluppi di traffico e delle attività conseguenti al processo di riorganizzazione posto in essere, si candida a svolgere un ruolo di rilievo rispetto agli scenari evolutivi futuri del commercio internazionale e del trasporto marittimo.

Le principali linee-guida di sviluppo economico e territoriale di un porto di livello internazionale, nel bacino del mediterraneo, in un orizzonte temporale decennale, sono sintetizzabili nei seguenti punti:

  • Favorire la predisposizione di strutture dedicate alla ricezione dei contenitori in quanto segmento caratterizzato dai più alti tassi di sviluppo;

  • Individuare specifiche aree, anche specializzate, per la gestione dei carichi convenzionali, pure in relazione al loro elevato impatto in termini di valore aggiunto;

  • Sviluppare una maggiore efficienza ed efficacia delle reti intermodali per allargare gradualmente il bacino di utenza verso le aree industriali economicamente più accessibili (Europa centro-meridionale);

  • Realizzare strategie e strutture appropriate allo sviluppo di servizi logistici;

  • Realizzare le condizioni atte a consentire lo sviluppo ed il radicamento di funzioni industriali connesse al segmento marittimo-portuale.

 

Veduta dalla lanterna
Fonte: IIC

Pur tenendo conto delle diverse tendenze evolutive delle singole attività portuali, il porto del capoluogo ligure viene chiamato a confermare la propria caratteristica di scalo completo dove convivono funzioni commerciali, industriali e di servizio risultando così una "realtà portuale evoluta".

Nel 1996, mentre la città di Genova stava adottando il suo Piano Regolatore, il Porto ha scelto di elaborare una strategia innovativa per disegnare il futuro prossimo dell'intero fronte mare genovese ed ha costituito un'Agenzia che ha unito agli apporti degli uffici dell'Autorità Portuale, quelli dell'Università, quelli della stessa Amministrazione Comunale e di quattro consulenti internazionali: Rem Koolhaas, Manuel de-Solà Morales, Marcel Smets e Bernardo Secchi.

In un contesto di profondi mutamenti l'ultimo Piano Regolatore Portuale ha trovato così il suo presupposto normativo nel riordino della legislazione portuale, introdotto dalla Legge 84/94 che, all'interno dei nuovi compiti attribuiti alle Autorità portuali, assegna particolare rilievo alla predisposizione dello strumento urbanistico portuale definendone finalità e procedure di attuazione. Oltre al suo significato di strumento urbanistico al P.R.P. è attribuita nche una valenza "aziendale" per cui è chiamato a fornire risposte in termini fortemente "produttivi" e di sviluppo delle relazioni tra il porto e la città.

I progetti dei consulenti, come quelli elaborati dall'Agenzia, sono stati delle esplorazioni ad alto valore concettuale, sufficientemente "inclusivi" da poter tollerare un certo grado di flessibilità su un futuro ancora incerto e, d'altro canto, a tal punto precisi ed "esclusivi" da aver consentito di verificare o negare la fattibilità economica e spaziale di alcune convinzioni sul futuro di queste aree proponendo soluzioni spaziali chiare e puntuali.

Nel settore dei containers uno dei riequisiti essenziali per potersi affermare sul mercato internazionale è quello di disporre di strutture fisiche ed assetti organizzativi capaci di far fronte ad una domanda di ampi spazi di stoccaggio, di fondali adeguati, di validi sistemi di inoltro delle merci, di servizi logistico distributivi a scala europea. La conformazione morfologica di Genova rende non facile il reperimento di adeguati spazi portuali e l'oggettiva creazione di nuove infratrutture che modifichino l'assetto della costa.

Le prospettive di traffico del porto di Genova implicano prima di tutto un riassetto del sistema ferroviario, sia per esigenze di tipo ambientale sia economico (il trasporto ferroviario dimostra il suo maggior grado di economicità all'aumento delle distanze ed all'espansione del mercato).

Pur ammettendo che lo sviluppo dei traffici marittimi del porto di Genova possa essere gestito con un aumento più che proporzionale della quota di inoltro ferroviari, ciò non esclude la necessità che anche i collegamenti stradali debbano essere interessate da significativi adeguamenti.

OBIETTIVI DEL PIANO REGOLATORE PORTUALE

Gli obiettivi del Piano Regolatore Portuale sono individuabili nella:

  • Conferma del ruolo del porto ligure come "porta del Sud - Europa" e della sua posizione di riferimento nel Mediterraneo;
  • Aumento di traffico più che proporzionale all'incremento delle aree;
  • Nello sviluppo, nel territorio cirocstante, delle condizioni infrastrutturali (strade, autoporti, ferrovie) per l'inoltro delle merci e nella determinazione dei presupposti per una coesistenza tra città e porto capace di aumentare la fruizione del mare e la visibilità dell'attività portuale pur nella separazione delle funzioni e dei percorsi;
  • Affermazione e nel contributo a realizzare il modello di "sistema porto-città" nelle sue implicazioni urbanistiche, economiche, occupazionali e culturali.

STRUTTURA DEL PIANO REGOLATORE PORTUALE

Il Piano Regolatore Portuale si articola in alcune parti differenti tra loro e tuttavia strettamente correlate da un percorso non semplicemente lineare e deduttivo.

  • Presupposti storici e paesaggi portuali;
  • Scenario evolutivo del commercio internazionale, lo sviluppo dei traffici ed il ruolo del Porto di Genova;
  • Livello strutturale e riguarda le scelte territoriali d'assieme principalmente orientate all'assetto macro funzionale ed infrastrutturale;

  • Livello localizzativo e di dettaglio; al suo interno infatti, il piano articola i propri enunciati in sei Aree Territoriali , Voltri- Prà (VP), Pegli- Multedo- Sestri (PMS), Cornigliano- Aeroporto (CA), Sampierdarena (S), Porto Antico (PA), Riparazioni Navali- Fiera- Piazzale Kennedy (RFK), che hanno il compito di verificare il significato locale degli assetti proposti;

  • La scala significativa di maggior dettaglio è contenuta negli Ambiti, che suddividono ulteriormente l'intero territorio portuale introducendo disposizioni relative ai principi insediativi, alle misure ed alle quantità, tanto per gli spazi aperti, quanto per le infrastrutture e gli spazi costruiti.

Per questi ultimi, sono previste ulteriori specificazioni contenute nelle Unità di Intervento, dedicate a regolare gli interventi architettonici, attraverso la disciplina di allineamenti, altezze, volumi, e l'espressione dei criteri prestazionali ai quali informare i progetti esecutivi.

E' stato approvato, il 29 marzo 2007, a larga maggioranza dal comitato portuale, il Piano triennale delle opere 2007-2009 che dara' il via al completamento del Piano regolatore portuale vigente. Sono previsti interventi per circa 500 milioni di euro che riguarderanno non solo opere gia' previste, ma anche altre realizzazioni. Gli interventi previsti dal Piano portuale sono a Calata Bettolo, il riempimento Ronco Canepa e i lavori di banchinamento a Calata Concenter. Altri interventi riguardano l'area industriale, la Logistica marittimo portuale e lo sviluppo delle funzioni retroportuali. A Calata Bettolo verranno realizzati il suo ampliamento e il recupero funzionale di Calata Olii Minerali. Il costo delle opere sara' di 106 milioni piu' 34 milioni per le opere accessorie. Il tombamento Ronco Canepa costera' invece 40 milioni di euro. Entrambe le opere sono state definite di priorita' assoluta per adeguare l' offerta produttiva dello scalo genovese ad una scenario internazionale concorrenziale e in rapida evoluzione e sono quindi immediatamente cantierabili. Gli interventi strutturali previsti per Calata Bettolo e per i ponti Ronco e Canepa consentiranno infatti di incrementare il traffico portuale di 700 mila teu all' anno. All'intervento principale su Calata Bettolo vanno ad aggiungersi quello sulla viabilita' di collegamento tra piazzale San Benigno e Calata Bettolo. L' avvio dei lavori e' previsto per quest' anno. L' intervento invece a Calata Concenter prevede la realizzazione di lavori di banchinamento tra Ponte San Giorgio e Ponte ex Idroscalo e la riqualificazione del promontorio della Lanterna. Il costo ammonta a circa 17 milioni di euro. I lavori dovrebbero essere avviati nel 2008. L'investimento complessivo per il settore del traffico contenitori del porto previsto per il 2007 ammonta a 74 milioni di euro, di cui 46 sono stati richiesti al Ministero e 28 sono gia' disponibili. Altri interventi riguardano la realizzazione del VI Bacino e il prolungamento del IV Bacino, le cui opere ammontano a circa 135 milioni di euro; la Logistica marittimo portuale che prevede un investimento di 25 milioni di euro e lo sviluppo delle funzioni retroportuali, per cui e' previsto un costo di 38 milioni di euro.

 

AFFRESCO DI RENZO PIANO

Vista aerea del porto di Genova

IL PRIMO AFFRESCO

Il 21 giugno 2004 Renzo Piano ha, per la prima volta, davanti al Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, alle massime Autorità ed alla cittadinanza, presentato al Porto Antico, il suo "Affresco". L'Architetto genovese ha illustrato, utilizzando un modellino su un grande pannello, il progetto da 16.000.000.000 di euro da realizzarsi in tre step temporali di 6, 12, 18 anni. Secondo l'"Affresco" si potrebbe trasformare l'attuale aeroporto in porto e spostare la pista d'atterraggio in mare, come anche i cantieri navali. Due isole, insomma, collegate alla costa con un tunnel e costruite con la tecnica dei cassoni galleggianti. Questo nuovo sistema potrebbe essere, per l'architetto, molto più pulito e sostenibile rispetto a quello dello riempimento, con costi praticamente uguali e tempi notevolmente più brevi. Il progetto di riqualificazione si estende da levante a ponente e mira a riavvicinare la città al mare, a migliorare le condizioni di vita degli abitanti e, naturalmente, a potenziare il porto in relazione alla sua funzione economica. Piano sostiene che sia giusto che il porto venga recuperato per un uso anche urbano, non solo produttivo ed a questo proposito sostiene importante l'aumento di spazi verdi creando tre parchi e piantando circa 12.000 alberi. L'architetto ha sottolineato che il progetto è UN progetto europeo, perchè Genova é porta dell'Europa ed il punto più alto del Mediterraneo. Per il finanziamento dell'"Affresco" di Renzo Piano per ridisegnare il nuovo waterfront portuale, Giuseppe Pericu ha pensato ad una convenzione tra lo Stato, il porto e la città ed ha affermato che: "Se il porto potesse gestire almeno il 40-50% della ricchezza che produce per lo Stato ci sarebbe denaro sufficiente per gestire l'operazione". Attualmente le entrate del porto vanno allo Stato che ne restituisce una quota.

I 20 PUNTI DEL PRIMO AFFRESCO DI RENZO PIANO
1
Spostamento a mare dell'aeroporto Cristoforo Colombo, allo scopo di offire al porto le migliori opportunità di sviluppo razionale. Ne consegne che la liberazione dell'attuale pista, potrà far spazio al "porto - fabbrica", a diretto contatto con le aree liberate dalle attività siderurgiche, su cui potrà sorgere un distripark in regime di porto franco, e ad una zona dell'attracco ridotto per il Porto Petroli. Il porto di Genova diventa così un porto di linea, di facilissima manovra e di grande flessibilità operativa.
2
Risistemazione dell'aeroporto su un'isola artificiale, ottenendo un aeroporto di classe D, che ammetta eventuali deroghe, necessarie a contenerne i costi di realizzazione nonchè le dimensioni, e dotato di una nuova aerostazione con i terminali di terra a Sestri e terminali d'imbarco sull'isola della pista.
3
Riorganizzazione delle zone di Multedo con delocalizzazione del Porto Petroli e del Petrolchimico e creazione di spazi per la nautica da diporto e per attività urbane. Il Petrolchimico sarà oggetto di attento studio allo scopo di ridurre al minimo la parte che deve restare nel porto e quella che può essere spostata nel'l entroterra.
4
Riorganizzazione dell'area Fincantieri di Sestri, allo scopo di restituire alla città le aree a maggior vocazione urbana.
5
Urbanizzazione della foce del Chiaravegna a Sestri, in modo da mantenere i club nautici esistenti, dare spazio al terminale cittadino dell'aeroporto e creare un parco urbano connesso a quello degli Erzelli. Il Chiaravegna richiede un attento studio idraulico, così come la movimentazione delle acque ferme.
6
Ampliamento, a Voltri, del canale di calma verso ponente, sino alla foce del torrente Brenaga e realizzazione di un sistema di movimentazione della acque ferme verso il mare.
7
Sempre a Voltri, creazione di un porto pescherecci prevedendo la realizzazione di un nuovo volume di servizio, tra i quali un mercato del Pesce; quindi la prosecuzione della spiaggia voltrese verso levante.
8
Creazione di un pannello supplementare sullo spigolo di ponente del VTE, per offrire nuovi attracchi e spazi a terra dedicati alle autostrade del mare dotati di raccordo immediato con la rete autostradale.
9
Messa a punto e realizzazione di sistemi d'ossigenazione con aria compressa, prodotta dalle nuove dighe foranee, per bonificare le acque interne del porto.
10
Progetto Leonardo per l'alta tecnologia, sulla spianata degli Erzelli (per la produzione, la ricerca e l'Università). Il progetto comprende la sede definitiva dell'IIT (Istituto Italiano di Tecnologia).
11
Costruzione di un'isola per le riparazioni navali, e per le attività industriali connesse, davanti a Sampiardarena. Le dimensioni di quest'isola, nonchè la dua precisa localizzazione e le sue connessioni con la rete infrastrutturale, saranno oggetto di necessari approfondimenti.
12
Riorganizzazione di tutti i servizi del porto (compresi i rimorchiatori) e loro ricollocazione a Calata Gadda dei relativi posti barca.
13 Cambio progressivo di destinazione del Molo Giano da sede delle attività cantieristiche per le riparazioni navali e bacini di carenaggio, ad attività urbane fortemente caratterizzate dalla natura portuale del luogo.
14
Creazione della "Città del Mare" mediante l'ampliamento e la riorganizzazione della Fiera del Mare. Nuovi padiglioni devono sostituirsi a quelli esistenti sul cui sedime può proseguire la passeggiata a mare di corso Italia. Il progetto prevede nuovi spazi di ormeggio, la realizzazione di un asse centrale di accesso pubblioc da corso Aurelio Saffi.
15 Ridisegno della Foce, riavvicinando il mare a piazza Rossetti e creado un percorso pubblico lungo il lato di levante della Fiera del Mare.
16
Prosecuzione della passeggiata a mare di Corso Italia, dalla Foce sino al Porto Antico, con affaccio diretto sul mare, dallo Yacht Club italiano sino a Porta Siberia, aprendo la radice di Calata Gadda e Molo Giano per far circolare l'acqua stagnante del porto.
17
Ridimensionamento del tunnel sottomarino sostituito dalla sopraelevata, e ridisegno dei suoi arrivi in superficie, affinchè questi non costituiscano nuove barriere di separazione tra la città ed il mare.
18
Demolizione della sopraelevata e sua sostituzione con un sistema di trasporto pubblico a monorotaia, dall'Aeroporto alla Stazione di Brignole, lungo un percorso interamente libero. Da Brignole potrebbe proseguire una seconda linea fino a Quarto, sede dell'IIT.
19
Studio di una "Secante Urbana" che dallo svincolo sul Polcevera dreni il traffico verso Terralba. In tal modo, l'attuale tratta autostradale, di cui è già previsto il declassamento a strada urbana a scorrimento rapido, potrebbe trovare la propria contituità funzionale fino a Corso Europa.
20
Creazione di un parco lineare urbano formato da 12.000 alberi (lecci, pini, palme e platani) da Voltri sino a Nervi, capace di arricchire i percorsi urbani ed i piccoli spazi di recupero dotandoli di un verde pubblico facilmente godibile e d'immediata vicinanza alla città ed al mare.

Nella prima metà di maggio 2005 a Genova, a Palazzo San Giorgio, durante un incontro convocato dal Presidente dell'Autorità Portuale di Genova, Giovanni Novi, tra i dirigenti ed i tecnici dell' Authority, si è discusso delle correzioni al disegno originario del nuovo waterfront del porto, ideato dell'architetto Renzo Piano. La nuova ipotesi è quella di un porto perfettamente in linea, dall'imboccatura della Fiera di Genova fino a Voltri. Il progetto esecutivo prevede il riempimento degli specchi acquei dell'intero bacino di Sampierdarena, fino all'attuale diga foranea. Collocati container e merci varie nei nuovi terminal che si affacciano direttamente sul mare aperto, l'industria delle riparazioni navali dovrebbe essere spostata sulle banchine di Calata Sanità e Bettolo. Pochi giorni dopo il sindaco di Genova, Giuseppe Pericu, ha annunciato che tecnici dell'Autorità Portuale, del Comune e della Regione lavoreranno insieme in un apposito ufficio per definire i progetti delle “varianti integrative” necessarie per realizzare l'Affresco del waterfront.

A giugno 2005, l'ex Governatore della Liguria, Sandro Biasotti, ha espresso la sua preocupazione per il futuro del progetto di Renzo Piano sul Waterfront di Genova dopo le dichiarazioni del presidente della Regione Claudio Burlando. Secondo Biasotti la scusa che l'“Affresco” rallenterebbe gli investimenti già previsti dal Piano Regolatore Portuale risuterebbe falsa e strumentale. Il presidente dell'Autorità portuale, Giovanni Novi, ha fatto sapere di non condivide il parere di Biasotti ed ha precisato che si sta andando avanti con il progetto sia per la realizzazione del Piano Regolatore Portuale sia per le modifiche al disegno del waterfront di Genova.

Il Sindaco di Genova, Giuseppe Pericu, durante il Consiglio Comunale, nel giugno 2005, ha espresso il proprio pieno appoggio al disegno dell'Affresco di Renzo Piano sottolineando, ancora, che la realizzazione di tale progetto non ostacolerebbe affatto l'attuale Piano Regolatore Portuale che deve essere attuato. Il sindaco ha fatto notare che è la prima volta che si ipotizza un allargamento del porto senza distruggere la città, verso mare invece che verso terra. Il primo cittadino, mettendosi pienamente in gioco, si è detto anche pronto a rimettere subito il proprio mandato. Claudio Burlando, attuale Presidente della Regione Liguria, informato del "vivace" Consiglio Comunale, ha preferito non commentare. Sandro Biasotti , ex Governatore della Liguria, ha appoggiato Pericu ed ha detto che "chi non difende il nostro waterfront è miope" aggiungendo ancora di ritenere Renzo Piano l'unico in grado di ridisegnare il waterfront favorendo lo sviluppo e garantendo la qualità della vita.

Fonte: Il Secolo XIX; 21 giugno 2005

Renzo Piano ha informato, alla fine di giugno 2005, nel suo ufficio di Vesima, di aver preso la sofferta decisione di ritirarsi e di mettere fine al suo lavoro per il nuovo waterfront genovese, il porto e la città dei prossimo vent'anni. I maggiori punti della discordia sono: il porto in linea, il nuovo porto turistico, le riparazioni navali, il tunnel, il parcheggio ed il nuovo aeroporto. In seguito alla dichiarazione di Piano, il Sindaco di Genova, Giuseppe Pericu, ha rivendicato il ruolo della politica nel disegnare il futuro del capoluogo trovando parole di sostegno nel Presidente della Regione, Claudio Burlando. Pericu ha detto che andrà avanti a lavorare sull'indicazione che ha dato Renzo Piano sperando che quest'ultimo cambi idea ed accetti di concludere quello che ha iniziato.

SECONDO AFFRESCO

Nel "secondo Affresco" proposto da Piano, e presentato a fine luglio 2005 da Novi, l'aeroporto è stato spostato ancora più a mare per allargare il canale di calma mentre per le riparazioni navali non sono stati previsti spostamenti.

TERZO AFFRESCO

Il 28 settembre 2005 si sono riuniti nella sede della Regione Liguria: Giovanni Novi, Presidente dell'Autorità portuale di Genova, Giuseppe Pericu, Sindaco di Genova, Claudio Burlando, Presidente Regione Liguria, l'architetto Renzo Piano e Sandro Repetto, Presidente della Provincia, per parlare della terza proposta dell'Affresco Piano.

Secondo l'ultima versione dell'Affresco:

  • Le riparazioni navali resteranno dove sono ubicate attualmente, ma faranno spazio ad un corridoio in grado di restituire l'affaccio al mare della città;
  • A Calata Gadda, dietro ai magazzini del Cotone, è previsto un nuovo accosto per le crociere capace di ospitare navi più grandi e di elevato pescaggio;
  • E'previsto una rivisitazione del porto di Voltri, un terminal container in cui insediare un porticciolo per il diporto, Autostrade del mare in futuro, lo spostamento dell'aeroporto ed i riempimenti già previsti a Sampierdarena (Bettolo, Concenter e Canepa).

Il sindaco Pericu ha sottolineato di essere davanti davanti ad un disegno che incrementa gli spazi destinati all’attività portuale, da 1,6 a 2 milioni di metri quadrati, senza comprimere le attività esistenti. Il nuovo progetto verrà quindi sottoposto agli operatori portuali ed alle circoscrizioni. Nella terza versione del progetto, che conferma il vecchio disegno per quanto riguarda Voltri, mentre non sono in agenda nuovi riempimenti a Sampierdarena oltre quelli già previsti (Bettolo, Concenter e Canepa), la parte più toccata dai cambiamenti è proprio la zona delle riparazioni navali. Più la previsione di un nuovo attracco per crociere a Calata Gadda.

Abbandonata l'ipotesi di spostare le riparazioni navali su un'ipotetica isola al largo di Sampierdarena, si è deciso di lasciare i cantieri nella posizione attuale, attuando allo stesso tempo un deciso restyling dell'area, ma in futuro, se le condizioni del mercato nel lungo periodo, vent'anni e più, lo permetteranno, di concerto con gli industriali che ora occupano queste zone si potrebbe decidere un diverso uso di Molo Giano, anche una restituzione alla città se il business dei cantieri dovesse restringersi. Alla base di Molo Giano è prevista la costruzione di un canale per lo scorrimento dell'acqua, mentre la risistemazione della zona sarà realizzata in modo da lasciare alla città un affaccio diretto sul mare. All'interno, inoltre, una strada collegherà Corso Italia al Porto Antico, passando alle spalle della Fiera e verrà realizzata alla sommità di un volume che sarà costruito a ridosso di Corso Aurelio Saffi, recuperando un disegno che era già della prima versione dell'Affresco. Questo volume è di fatto un grande edificio polifunzionale che sarà adibito a diverse funzioni. Una di queste, forse la più vitale, sarà quella di silos per le macchine. Soluzione che permetterebbe di recuperare gli spazi per i posteggi persi alla Foce. Lungo questo volume potrebbe passare anche un tunnel per le macchine. Nuovi spazi per la città, che si riprende la vista sul mare e si affaccia direttamente sulle attività del porto. Una felice sintesi tra le esigenze della città e quelle della fabbrica-porto, secondo le amministrazioni locali.

Lo studio di Renzo Piano, una volta che l'agenzia waterfront, capitanata da Vinelli, avrà steso il progetto dettagliato, inviterà l'Autorità portuale a bandire i concorsi pubblici per la risistemazione del waterfront. Inoltre, nelle linee guida dell'Affresco numero 3, lo studio di Piano ha individuato diversi nuclei, potrebbero essere 14, che saranno oggetti di altrettanti concorsi pubblici.

Nella metà di ottobre 2005, Domenico Podestà, presidente dell'ordine degli architetti genovesi, e Susanna Scarabicchi, l'architetto che segue il progetto, hanno sottolineato una piena identità di vedute sulla necessità di un dibattito pubblico che, nel modo più aperto possibile, porti all'attenzione della cittadinanza la questione del riassetto del porto di Genova.

Per mettere il sigillo del ministero delle infrastrutture sull'Affresco di Renzo Piano, il Direttore generale, Silvio di Virgilio, il più stretto collaboratore di Pietro Lunardi in materia portuale, si è recato, a fine novembre, nello studio dell'architetto genovese. Poichè lo Stato non è in grado sostenere il costo di un progetto come quello dell'Affresco, circa 4 miliardi di euro, il Presidente dell'Autorità portuale di Genova, Giovanni Novi, ha suggerito di ricorrere al Project financing. Due soggetti, la Bank of Scotland ed il fondo australiano Macqaire hanno mostrato il loro interesse a partecipare al progetto.

Nella prima parte del mese di dicembre il presidente dell'Autorità portuale, Giovanni Novi, accompagnato dall'architetto Susanna Scarabicchi hanno presentato a Voltri, al coordinamento dei comitati del Ponente, il nuovo assetto dell'area secondo quanto prevedono le carte dell'Affresco di Renzo Piano. L'Authority, per restituire spazi agli abitanti di Voltri, si è detta disposta, previo consenso degli interessati, a “riprendersi” una piccola parte degli spazi concessi a Vte a ridosso della riva di levante di Rio San Giuliano, spazi che sarebbero affidati alle ditte di autotrasporto di Voltri, che libererebbero così la riva di ponente. A fianco dell'attuale depuratore, sorgerà una zona verde che farà da cerniera tra la passeggiata di Voltri e il porticciolo, di fatto a lato mare la zona verrà restituita completamente ai cittadini fino a ridosso delle banchine del Vte. Lo studio Piano sta lavorando per portare i disegni all'attenzione del prossimo Comitato portuale del 19 dicembre.

Il 15 dicembre, l'architetto Renzo Piano, da Parigi, in vista del Comitato portuale di lunedì 19 dicembre a palazzo San Giorgio a Genova, ha scritto al Presidente dell'Autorità portuale, Giovanni Novi, al Governatore della Liguria, Claudio Burlando ed al sindaco di Genova, Giuseppe Pericu, suggerendo eslicitamente all’Authority genovese i modi ed i termini di una pianificazione urbanistica che, secondo l’architetto, dovrebbe essere centrata sulla variante che di fatto blocca lo sviluppo a Ponente del porto di Genova.

Piano, nella lettera, ha ribadito alcuni punti chiave del suo ultimo Affresco quali: lo spostamento a mare dell’aeroporto, l’ampliamento della zona industriale di Multedo, la restituzione di parte dell’area di Multedo alla città, il consolidamento delle riparazioni industriali a Molo Giano, la realizzazione della Città del Mare comprensiva della Marina 2 ed, infine, la realizzaizone di un Parco sul mare in corrispondenza di Piazzale Kennedy. La variante “suggerita” da Renzo Piano depenna l’ampliamento del terminal di Voltri (previsto invece dal piano regolatore portuale), introducendo comunque una rivisitazione urbanistica del territorio.

Il Comitato Portuale di Genova ha definitivamente bocciato il 20 dicembre 2005, il riempimento di circa 300mila metri quadrati previsto per l'area portuale di Voltri , approvando invece la realizzazione di un'area di 25mila metri quadrati al servizio della nautica da diporto e alle connesse attività di cantieristica, la realizzazione di uno specchio acqueo protetto da due dighe curvilinee di circa 73.700 metri quadrati al servizio dei pescatori professionali del comparto marittimo genovese e la realizzazione di un piazzale di 63.125 metri quadrati con quattro nuovi accosti destinato al servizio delle Autostrade del mare così come previsto dal progetto dell'architetto Renzo Piano per l'area di Voltri.

Il Comitato ha approvato anche il progetto per la realizzazione di un autoparco nell'area di Campi al servizio del bacino di Sampierdarena, che consiste nella costruzione di un fabbricato su due livelli destinato ad ospitare circa 350 mezzi pesanti (al piano terreno) e circa 310 autobus (al piano superiore). L'avvio dei lavori è previsto entro il terzo trimestre del prossimo anno e la costruzione potrà essere portata a termine entro 24 mesi. L'investimento complessivo è di 48 milioni di euro, di cui 28 a carico dell'Autorità Portuale di Genova.

Il Comitato Portuale inoltre ha dato mandato al presidente della Port Authority, Giovanni Novi, di approvare l'accordo in corso di definizione tra Autorità Portuale e Terminal Rinfuse Italia, che permetterà l'avvio dei lavori di riempimento di calata Bettolo ed il mantenimento dei traffici di rinfuse bianche da parte del terminalista. Infine è stato approvato all'unanimità un ordine del giorno in cui si chiede con forza a tutte le parti politiche e al governo, in queste ore impegnati nella discussione della legge finanziaria per il 2006, che in tale sede vengano rimossi i vincoli alle spese delle Autorità Portuali, al fine di creare le condizioni per il rilancio della portualità a servizio del sistema-Paese e dello sviluppo del territorio.

L'architetto Renzo Piano ha presentato alla stampa, nel febbraio 2006, la nuova versione del suo progetto, che tra le altre cose prevede il mantenimento dell'aeroporto in città, la realizzazione di un'isola artificiale a sud del "Colombo" ed una serie di interventi sulle aree di Multedo, Sestri e delle riparazioni navali.

Il 6 aprile 2006, a margine della presentazione dei dati sul Banco di San Giorgio, di cui è presidente, Riccardo Garrone, ex numero uno degli industriali del capoluogo ligure e proprietario della Erg, solleva più di un dubbio sul progetto di Renzo Piano che dovrebbe ridisegnare completamente tutto il waterfront. Ma Garrone allarga anche il discorso e intravede un futuro positivo per Genova ad una precisa condizione: partire con le grandi opere, prima tra tutte il Terzo Valico.

Il presidente della Regione Claudio Burlando, valutando i costi di realizzazione dell’intero affresco di Renzo Piano in circa 4 miliardi di euro ha sottolineato che il waterfront è un progetto che ha bisogno di risorse anche abbastanza consistenti che in questo momento non ci sono ancora. La Regione si prenderà tre mesi di tempo per valutare l’interesse, nel project financing, mostrato dall’emiro del Dubai nei confronti del waterfront genovese.

L'8 aprile 2006, in previsione della fine dell'iter progettuale, che l'architetto Renzo Piano ha indicato nel prossimo mese di giugno, Palazzo San Giorgio ha ospitato una nuova riunione sul riassetto del waterfront. Ad essere convocati da Giovanni Novi sono stati i membri del Comitato utenti e operatori portuali (Cuop) e quelli della Consulta marittima della Camera di Commercio. Il presidente dell'Autorità Portuale ha voluto spiegare a che punto sono giunti gli studi dell'agenzia per il waterfront, per poi rispondere a domande e obiezioni dei presenti. Due gli argomenti sui quali si è concentrata l'attenzione della tavola rotonda. Il primo ha riguardato la futura destinazione dell'aeroporto: il Cristoforo Colombo resterà al suo posto o traslocherà, invece, sull'isola artificiale posizionata a sud dell'attuale pista? Il Presidente Novi ha spiegato che "destinare le aree attualmente occupate dall'aeroporto ad attività containerizzate non sembra una strada percorribile, poiché la volontà dei cittadini del ponente è contraria a una simile soluzione". Il secondo argomento affrontato da Novi è stato quello delle riparazioni navali, per le quali, ha garantito il Presidente, sarà fatto il possibile per non disperdere attività industriali e posti di lavoro.

Il17 aprile 2006, nella sede di Assindustria, in via San Vincenzo, da industriali e rappresentanti dei lavoratori, è stato firmato un protocollo d'intesa riguardante il settore delle riparazioni navali, (750 milioni di euro di fatturato, 2700 posti di lavoro tra addetti e indotto) in cui vengono ribadita, in previsione della realizzazione progetto del waterfront, le loro esigenze. Sergio Scarsi, responsabile della sezione industria cantieristica navale di Assindustria, ha sottolineato la necessità di avere a disposizione 340 mila metri quadrati di superficie per le operazioni, 3.500 metri lineari di banchina e dell'arrivo del Sesto Bacino. La dura presa di posizione arriva a poche ore dalla presentazione dell'ultima versione dell'Affresco di Renzo Piano agli industriali che operano nel settore, una versione che conterrebbe forti modifiche in senso restrittivo degli spazi destinati alle riparazioni.

Sarà un gruppo di lavoro formato da riparatori navali e architetti dello studio Piano a scegliere, tra maggio e giugno, la versione definitiva del progetto sul futuro waterfront genovese. Almeno per quanto riguarda la collocazione delle riparazioni, che ancora oggi rappresenta il nodo più ostico da sciogliere. A questa decisione sono giunti, il 19 aprile 2006, enti locali, Autorità portuale, studio Piano e rappresentanti degli industriali, riuniti per fare il punto della situazione di quello che fino a pochi mesi fa era meglio noto come "Affresco", ma che oramai, come spiega uno soddisfatto Luigi Negri, presidente dei terminalisti, "è giusto definire semplicemente progetto, considerato che il dibattito è stato allargato a tutti i soggetti interessati, e non solo a una ristretta cerchia di eletti".

Dopo gli industriali, anche i sindacati sono stati coinvolti nella discussione sul progetto dell'Agenzia waterfront per modificare il piano regolatore, nato dal cosiddetto "Affresco" di Renzo Piano. L'incontro con l'architetto e con gli altri rappresentanti istituzionali (Autorità portuale, Regione, Provincia, Comune) si è svolto il 5 maggio 2006 nella sede dell'agenzia, a molo Giano. La novità è che dopo due anni di discussioni, le categorie sono state ufficialmente interpellate dai promotori. I rappresentanti dei lavoratori, che hanno sottolineato di aver apprezzato la richiesta di incontro, hanno chiesto che il ridisegno non pregiudichi l'occupazione e le aree necessarie allo sviluppo del settore e gli accosti necessari.

A pochi giorni dalla preannunciata presentazione del progetto di riassetto del waterfront cittadino e la conseguente conclusione dell'impegno dell'architetto Renzo Piano per il porto genovese, è di nuovo rottura con gli industriali a causa dell'area di Levante attualmente occupata dalle riparazioni navali e oggetto, nei disegni di Piano, di una profonda revisione che ha l'obiettivo di "restituire" ai cittadini l'accesso al mare. Secondo una nota delle aziende di riparazione navale di Confindustria Genova (21 giugno 2006) "I disegni mostrati dall'Agenzia waterfront riportano profonde modifiche all'attuale assetto territoriale dell'area con il trasferimento del 95% delle aziende, la riduzione delle superfici a terra e degli accosti a disposizione dei concessionari e una concentrazione eccessiva delle attività industriali intorno al Molo Giano". Inoltre, sempre da quanto si legge nella nota, fatta eccezione per la previsione della sesta vasca, le ipotesi progettuali contrastano con quanto previsto, e già in gran parte finanziato, dal vigente Piano regolatore portuale approvato nel novembre 2001.

Il presidente di Assindustria Genova, Marco Bisagno, a margine dell'Assemblea generale dei soci di Alce (Associazione ligure commercio estero) del 21 giugno, alla Camera di Commercio ha detto che sul futuro del porto tra gli operatori delle riparazioni navali c'è una grandissima preoccupazione ed ha sottolineato che il progetto di Piano non è malvagio, è ottimo dal punto di vista estetico ma necessita delle implementazioni.

Due ore di confronto non sono bastate, e perché sul progetto waterfront si possa apporre il sigillo dell'accordo con sindacati e industriali ora si attendono gli incontri tecnici fissati per la prossima settimana. Non c'è stata nessuna rottura, ma neppure nessun passo avanti di rilievo nell'incontro del 28 giugno a Palazzo San Giorgio tra l'Authority, gli enti locali, i sindacati, gli industriali e Renzo Piano.
L'architetto genovese ha di fatto chiuso il suo impegno per lo scalo genovese: i confronti tecnici che si terranno dalla prossima settimana - sulla base dei disegni del progetto consegnati alle parti - saranno infatti compito dell'Authority. Lo stesso Piano, di fronte alle perplessità degli industriali riguardo l'assetto delle riparazioni navali, ha chiarito che non vi saranno nuove modifiche al disegno, e che il compito di pianificare la fase transitoria e la dislocazione dellle singole aziende non è di sua pertinenza. Secondo indiscrezioni, lasciando l'incontro l'architetto Scarabicchi, collaboratrice di Piano, avrebbe spiegato che "questa è l'ultima riunione che facciamo".
I rappresentanti delle aziende continuano ad essere perplessi sulla fattibilità dell'operazione prospettata da Piano, e soprattutto si chiedono dove potranno essere reperite le risorse per un "trasloco" di tale entità. "Ma a questo proposito ha ragione Beppe Pericu - spiega Novi - quando sostiene che non esiste al mondo un progetto non ancora approvato capace di attirare finanziamenti. I quattrini arriveranno quando il disegno di Piano sarà definitivo, non prima. Nei prossimi giorni mi auguro che riparatori e Autorità portuale possano sottoscrivere un protocollo ad hoc sulla delocalizzazione delle singole aziende: sarà quello il passaggio determinante".
In una riunione più politica che tecnico-operativa, sono stati infine illustrati due modifiche ai vecchi progetti che dovrebbero chiudere, così sostiene il presidente Novi, alcune questioni ancora rimaste aperte. La Piaggio, secondo l'ultima versione, sarà spostata sulla nuova isola galleggiante dell'aeroporto, che sarà collegata a terra da un tunnel. Per quanto riguarda invece il porto petroliè stato edeciso che eventuali modifiche all'attuale assetto del porto petroli sono rimandate a quando saranno delocalizzate le raffinerie Superba e Carmagnani.

Il 29 giugno, intanto, il progetto del sesto bacino è stato presentato al Consiglio superiore dei lavori pubblici, mentre il 14 luglio si terrà la cerimonia di posa della prima pietra su Calala Bettolo.

Dopo il sì degli industriali é arrivato anche il sì dei sindacati: la proposta di Claudio Burlando per un accordo di programma sul waterfront cittadino ha convinto anche i rappresentanti dei lavoratori, che hanno chiesto al presidente della Regione di impegnarsi con il Governo perché lo sviluppo del porto genovese sia inserito tra le priorità infrastrutturali a livello nazionale, e come tale finanziato da Roma in modo particolare. Il presidente della Regione, affiancato dal presidente di Filse, Edoardo Bozzo, ha incontrato, il 4 luglio, Walter Fabiocchi (Cgil), Sergio Migliorini (Cisl) e Piero Massa (Uill). Operativamente, ora il confronto passa attraverso una serie di tavoli tecnici con le parti che si terranno a breve, non appena i sindacati riceveranno dall'Authority i disegni del progetto di Renzo Piano.

Il 13 luglio 2006 il Consiglio di Stato ha bloccato, con una decisione cautelativa, i lavori di riempimento di Calata Bettolo in seguito al ricorso presentato da una delle due ditte che non avevano vinto la gara. La notizia, giunta alla vigilia della posa della prima pietra dei lavori per la realizzazione del IV terminal contenitori dello scalo, alla presenza del viceministro Cesare De Piccoli, ha creato scompiglio nel tardo pomeriggio. L'Autorità portuale ha tuttavia confermato, con una breve nota diffusa in serata, lo svolgimento della cerimonia, precisando che la decisione del Consiglio di Stato riguarda solo il riempimento e non l'insieme dei lavori propedeutici alla costruzione del Terminal.

Ad agosto 2006, l’architetto Renzo Piano ha annunciato che donerà il progetto per la ridefinizione del waterfront del porto di Genova al Galata Museo del Mare. La donazione, che include in un insieme di disegni, modelli e fotografie, avverrà a partire dal prossimo mese di novembre, perché nei mesi precedenti il progetto verrà esposto alla Biennale di Venezia. Il progetto verrà collocato all’ingresso del percorso espositivo del museo, al piano terreno, perché sia facile l’accesso ai genovesi, ai turisti, agli esperti che vorranno visitarlo.

Renzo Piano ha donato, a fine novembre, il progetto per il waterfront di Genova al MuMA Istituzione Musei del Mare e della Navigazione.

L'architetto Renzo Piano ha firmato l'atto di donazione al MuMA, Istituzione Musei del Mare e della Navigazione di Genova, dei disegni, delle fotografie e dei modelli relativi al suo progetto di risistemazione del waterfront del capoluogo ligure e del suo porto. Il progetto è collocato all'ingresso del percorso espositivo del Galata Museo del Mare di Genova. Due giganteschi pannelli contrapposti raffigurano "Genova com'è ora" e la città e il porto trasformato secondo le indicazioni dell'architetto, cioè "Genova come potrebbe essere".

«Il condizionale - ha spiegato Piano - non è usato in senso rinunciatario, ma è dovuto: perché è la città che deve decidere». D'altronde - ha scherzosamente rilevato l'architetto - «il progetto, in questa dimensione fuori dal tempo tipica dei musei, potrebbe restarci per sempre». Piano ha confermato che il prosieguo del progetto non dipende da lui, che la "palla" passa ora alla politica. L'architetto non si occuperà più del progetto, ma nemmeno se ne disinteresserà.

Renzo Piano ritiene concluso il suo lavoro ed ha sottolineato lo sforzo compiuto per calare sulla città e sul porto di Genova quello che aveva inizialmente definito "affresco" e soprattutto per aver ascoltato il parere di tutti.

Piano ha evidenziato l'impegno profuso per definire la migliore sistemazione dell'area delle riparazioni navali. Lì opera l'azienda cantieristica T. Mariotti presieduta da Marco Bisagno che, nella veste di presidente di Confindustria Genova, non ha espresso giudizi favorevoli sulla gestione del progetto waterfront lamentando il mancato coinvolgimento degli operatori portuali.

Il 13 febbraio 2007 l'Authority ha deciso di rinviare a dopo il 28 febbraio la firma del protocollo di intesa sul waterfront di Renzo Piano, così da dare modo anche alla Provincia di concludere il suo iter con l'esame della pratica da parte del Consiglio. L'Authority spiega che Regione e Comune hanno deciso di posticipare la firma a dopo il 28 proprio per permettere anche a Sandro Repetto, presidente della Provincia, di partecipare. Viene così accolta in pieno la richiesta di Cgil, Cisl e Uil che, erano contrari all'accelerazione annunciata dal presidente dell'Autorità portuale Giovanni Novi la settimana scorsa poiché, secondo loro, su un atto così importante era indispensabile arrivare a una firma congiunta di tutti gli enti coinvolti. Regione e Comune, che in un primo momento sembravano premere per una soluzione nel più breve tempo possibile, ieri hanno promosso la scelta del rinvio alla fine del mese, con soddisfazione di Repetto. Il rinvio della firma del protocollo d'intesa a dopo il 28 porta con sé anche lo slittamento dell'avvio da parte del Comitato portuale della procedura per arrivare a una variante del piano regolatore portuale che recepisca le indicazioni dell'Affresco.

Il 21 marzo 2007 gli enti locali hanno sottoscritto un protocollo d'intesa sul waterfront portuale di Genova ideato dall'architetto Renzo Piano. Il disegno di Piano è stato adottato dalle istituzioni locali, che lo hanno scelto come futuro piano regolatore portuale. Ma il piano non è ancora il documento ufficiale di programmazione dello sviluppo del territorio portuale. La fase che prevede il recepimento delle osservazioni avanzate dai soggetti interessati non si è conclusa, anzi ogni parte del progetto sarà riesaminata, discussa e dovrà essere approvata. Il Comitato Portuale ratificherà a brevissimo il protocollo d'intesa per l'avvio del progetto di Renzo Piano; dopo tale passo si potranno contattare le banche per avere i finanziamenti. La port authority si rivolgerà anche al Governo chiedendo una legge speciale.

Per leggere il Protocollo d'Intesa Clicca qui

Il Comitato Portuale, riunitosi il 22 marzo 2007 a Palazzo San Giorgio, ha approvato, tra gli altri, due provvedimenti importanti per il futuro del porto. Dopo una lunga e proficua discussione, il Comitato ha fatto proprio il protocollo di intesa sul waterfront che era stato sottoscritto dalle parti il 21/03/07 a Palazzo San Giorgio ed ha approvato a larga maggioranza la relativa delibera. La delibera e' stata approvata con l'impegno che ai tavoli tecnici che si apriranno sulle diverse sezioni del progetto partecipino tutte le categorie rappresentate in Comitato Portuale e che l'esame della fattibilità tecnica e finanziaria dei progetti relativi ad Aeroporto e Porto Petroli sia concluso entro la fine del 2007 mentre per il progetto relativo alle Riparazioni Navali entro la fine del 2008. Il Comitato ha approvato inoltre a larga maggioranza anche il Piano Triennale delle Opere 2007-2009 che prevede tra gli interventi prioritari quelli del Ronco - Canepa, del VI bacino di carenaggio, di Calata Concenter e di Calata Bettolo.

L'Autorità Portuale di Genova e la società Ente Bacini Srl hanno presentato il 5 dicembre 2007 il progetto definitivo per la realizzazione del sesto bacino di carenaggio nel porto del capoluogo ligure che è stato consegnato ieri al Consiglio superiore dei lavori pubblici. Secondo le previsioni, quest'ultimo lo esaminerà il prossimo gennaio. L'approvazione del Consiglio è attesa per febbraio; già nel prossimo marzo potrebbe essere avviata la gara d'appalto e i lavori - la cui durata è stimata in quattro anni - verrebbero assegnati entro la prossima estate. La nuova opera costerà circa 130 milioni di euro, di cui quasi il 50% è già finanziato dallo Stato, mentre la quota restante sarà coperta con finanziamento privato reperito attraverso il ricorso ad un consorzio di banche e ripagato con il lavoro dello stesso bacino (probabilmente nell'arco di 30 anni). Il nuovo bacino consentirà sia di aumentare la capacità di lavoro del comparto delle riparazioni navali genovesi, giunta quasi alla saturazione, che di poter operare sulle navi dell'ultima generazione, che attualmente non possono sfruttare i bacini di Genova a causa delle loro limitate dimensioni.
Il sesto bacino consentirà di colmare una lacuna del comparto genovese delle riparazioni navali: attualmente - ha spiegato Novi - «siamo in crisi perché i bacini devono respingere i lavori sulle grandi navi, sulle moderne navi passeggeri, portacontainer e cisterne». Le dimensioni del bacino più grande in esercizio a Genova (il quarto) presentano una lunghezza di 280,0 metri ed una larghezza di 40,0 metri, insufficienti per ospitare le ultime grandi navi varate dai cantieri. Il sesto bacino sarà lungo 340,0 metri e largo 65,0 metri, con una profondità della platea di 12,5 metri, e potrà così accogliere navi da crociera di lunghezza massima di 333 metri e portacontainer post-Panamax della lunghezza massima di 337 metri.
L'iter per la definizione del progetto del sesto bacino, la cui realizzazione - ha sottolineato Novi - non contrasta con quanto previsto dal disegno dell'architetto Renzo Piano per il waterfront genovese, è stato piuttosto sofferto in quanto - ha spiegato - sono stati necessari due anni per convincere il ministero della necessità di realizzare un'opera di cui il porto di Genova già disponeva: nel 1997 il cosiddetto “superbacino” era stato infatti ceduto ad una società turca per la cifra simbolica di un milione di dollari ed era stato rimorchiato verso Tuzla nell'estate di quell'anno . Il superbacino era lungo 350 metri e largo 80. Ma oltre dieci anni fa si riteneva esaurita la corsa al gigantismo navale, per cui l'opera era stata venduta senza essere stata ultimata e utilizzata.
Tra qualche anno il porto di Genova potrà rimediare a tale mancanza disponendo di un nuovo bacino in muratura le cui caratteristiche salienti, oltre alle dimensioni, saranno il tunnel di accesso largo 5 metri ed alto 5 metri, che consentirà ai veicoli su gomma di scendere sulla platea, la rapidità di riempimento e svuotamento dell'impianto, inferiore alle tre ore, la disponibilità di Dock arm, cioè di piatteforme mobili che consentiranno di lavorare sulle fiancate delle navi senza dover ricorrere ai ponteggi o ad altri sistemi più complessi, la dotazione di un impianto di tiro nave a regolazione elettronica e la versatilità e completezza degli impianti meccanici ed elettrici, che consentiranno tra l'altro di soddisfare l'intero fabbisogno di energia elettrica delle navi che potranno così sostare in bacino spegnendo i motori, con indubbi benefici di carattere ambientale.

Dati bacini di carenaggio

Bacino

Anno di
costruzione

Lunghezza
(m)

Larghezza
(m)

Profondità
platea (m)

1

1888

179,40

25,00

9,50

2

1893

219,90

18,00

8,50

3

1928

257,75

32,00

10,50

4

1936

280,00

40,00

12,50

5

1962

250,00

38,00

9,00






6

-

340,00

65,00

12,50

Fonte: InforMare

 

Fonte: InforMare

 

Fonte: InforMare

IMPIANTI MECCANICI

  • Svuotamento bacino in meno di 3 ore mediante 4 pompe asse verticale da 30.000 m3/h con pozzi di aspirazione indipendenti con sifone di scarico a cono immerso per recupero dell'energia cinetica. Spinta orizzontale compatibile con attracco nave fiancata Sud bacino 6.
  • Riempimento bacino in meno di 3 ore con tubazioni a sifone per garantire la massima sicurezza a bacino asciutto.
  • Impianto acqua circolazione nave da 700 m3/h per garantire il funzionamento dei gruppi elettrogeni di bordo e impianto acqua di zavorra da 4000 m3/h per consentire il riempimento delle casse di zavorra delle navi garantiti da 8 pompe ad asse orizzontale da 500 m3/h prevalenza 8 atm con valvola unidirezionale in aspirazione per consentire auto innesco.
  • Impianto antincendio nave e di banchina caratterizzato da 1 bocchetta UNI 70 ogni 35 m con impianto di pompaggio da 800 m3/h avente prevalenza regolabile fino a 12 atm con schiumogeno.
  • Impianto acqua potabile per il rifornimento delle navi con portata di 150 m3/h alla pressione di 6 atm disponibile ogni 35 m con 2 bocchette UNI 45.
  • Impianto di scarico nave per le acque nere in grado di smaltire 1000 m3/giorno.
  • Impianto aria compressa 7,5 atm 70 m3/h per le lavorazioni di carenaggio.
  • 4 Dock arm con portata di 600 kg sbraccio di 23 m per consentire 4 persone in fase di lavoro e per barella con 2 persone di assistenza.
  • Impianto di recupero acque di lavaggio con pompe da 50 m3/h prevalenza 25 m.
  • Impianto di tiro nave a completa regolazione elettronica da 20 6 velocità 20 m/min per ormeggio nave composto da 4 carrelliere lungo le fiancate di cui 2 mobili integrate da 6 argani ad asse verticale da 15 t per il posizionamento di precisione e la gestione di eventuali situazioni di emergenza.
  • Piattaforma mobile con portata di 3 t per facilitare l'accesso in platea di persone e cose.
  • Barca porta a ribalta con manovra di apertura mediante riempimento delle casse di zavorra e chiusura mediante svuotamento casse di zavorra con aria compressa.
IMPIANTI ELETTRICI
  • Impianti elettrici e meccanici alloggiati nel corpo della struttura per massimizzare utilizzo delle aree.
  • 5 cabine di trasformazione per una potenza installata di circa 30000 kVA alimentata da due linee di consegna privilegiata ENEL.
  • Sistema di alimentazione nave flessibile: 440 V, 690 V, 11kV a 50/60 Hz mediante convertitore elettronico da 10000 kV.
  • Le navi in bacino non dovranno più tenere le macchine accese garantendo emissioni zero anche per navi passeggeri con equipaggio a bordo.


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