PORTO DI TARANTO

Progetti - Commenti ed Osservazioni

Il Terminal Contenitori del Porto di Taranto

Fonte: Autorità Portuale di Taranto

 

 

 

 

2003:

Durante l'incontro tra istituzioni ed autorità svoltosi a fine aprile 2003 a Taranto, il Presidente dell'Autorità Portuale, Sandro Petriccione, ha sottolineato come, a completamento del Piano Operativo Triennale, occorra la definizione del nuovo Piano regolatore portuale e l'avvio delle procedure per la realizzazione di nuove infrastrutture quali, tra le altre, la realizzazione della strada dei moli, le opere di ampliamento ed elevazione della sede dell'Autorità Portuale, l'ampliamento del IV sporgente, il terminal passeggeri di San Cataldo, la manutenzione e rifiorimento della scogliera a protezione del molo San Eligio, la realizzazione di edifici per servizi comuni alla radice del molo San Cataldo, il dragaggio e bonifica dei fondali delle banchine di calata 1 e 2 e darsena polisettoriale, la vasca di colmata per fanghi di dragaggio e la darsena ad ovest del IV sporgente. Altre opere sono in programma entro il 2005.

 

Il 24 aprile 2003 è avvenuto il primo scalo, al Terminal Contenitori di Taranto, del nuovo servizio Europe - Levant Service (Els) operato in joint da Evergreen, Lloyd Triestino e Zim Lines: sulla linea sono utilizzate quattro portacontenitori da 2.000 Teu. Il servizio sarà effettuato con cadenza settimanale ed i porti inseriti nella rotazione sono quelli di Thamesport, Rotterdam, Amburgo, Anversa, Lisbona, Taranto, Pireo, Istanbul/Kumport, Izmir, Taranto e ritorno a Thamesport.

 

L'Autorità Portuale di Taranto ha partecipato al quinto Salone Internazionale della Logistica (SIL), tenutosi a Barcellona dal 17 al 20 giugno 2003, al quale era presente con uno spazio espositivo assieme alla Taranto Container SpA. Nel corso della fiera sono stati presi contatti con alcuni porti mediterranei (Sinei, Las Palmas, Algeciras, Aviles, Barcellona, Cartagena e Valencia) per proporre una partnership con il porto di Taranto finalizzata alla presentazione in ambito Ue di progetti di formazione in materia di security nello svolgimento delle attività in ambito portuale.

 

Nel mese di luglio 2003 la compagnia tedesca Hapag Lloyd, in collaborazione con Lloyd Triestino, ha avviato un nuovo servizio settimanale a giorni fissi tra Nord Europa e Mediterraneo orientale denominato European Express Service (EEX). La rotta collega i porti del northern range con la Grecia e la Turchia attraverso il porto di Taranto. La prima partenza southbound è stata quella della portacontainer Diman II il 5 luglio 2003; la prima partenza northbound il 12 luglio dal Pireo con la nave Sea Arrow.

 

2004:

In un articolo pubblicato nell'aprile 2004, sulla rivista trimestrale “Il Porto di Taranto” secondo il presidente dell'Autorità portuale, Sandro Petriccione, ed il Segretario generale, Michele Conte, l'impiego del trasporto marittimo in alternativa al trasporto stradale risulta più conveniente solo per distanze superiori ai 500 Km. Inoltre, risulta ancora nell'articolo, che le merci fresche non possano utilizzare li trasporto marittimo per viaggi superiori alle 12 ore.

 

L'Autorità portuale di Taranto, nel maggio 2004, dopo il mancato inserimento del Corridoio n. 8 nella lista dei progetti prioritari europei, auspica la valorizzazione del progetto greco di ripristino della Via Egnatia poichè potrebbe rappresentare la soluzione trasportistica adatta ad avvicinare Italia ed Europa ai mercati dell'Est. Tale via inoltre è anche il terminale di collegamento dei Corridoi Transeuropei n. 4 (Berlino - Sofia - Salonicco), n. 9 (Helsinku - Alexandroupolis) e n. 10 (Vienna - Belgrado  - Tessalonica).

 

Nel mese di maggio 2004 Il Ministero delle infrastrutture e Trasporti ha emanato un decreto in cui si dispone l'erogazione alle Autorità portuali del fondo residuo per il primo mutuo della legge 413. Complessivamente si tratta di 130,5 milioni di euro destinati ad interventi finalizzati all'aumento del grado di sicurezza nei porti. I porti di Genova, Livorno, La Spezia, e Gioia Tauro riceveranno 9 milioni di Euro, quelli di Napoli, Civitavecchia, Taranto, Venezia, Ravenna e Trieste riceveranno sette milioni di euro, quelli di Salerno, Brindisi, Bari, Palermo e Savona 5 milioni di euro e 3.204 mila andranno ai porti di Marina di Carrara, Piombino, Cagliari, Olbia, Messina, Augusta.

 

 

Il Terminal Contenitori di Taranto

Fonte: Autorità Portuale di Taranto

 

 

L'Autorità Portuale di Taranto e Tct, Taranto Container Terminal, nel mese di giugno 2004 hanno predisposto un progetto volto all'ampliamento dell'area Tct per permettere l'ingresso di navi portacontainer transoceaniche. Per tale progetto sono previsti circa 10 milioni di Euro ed a Tct spetterebbe l'adeguamento della banchina mentre all'Autorità portuale toccherebbe il dragaggio dei fondali.

 

Secondo i rapporti delle sedi regionali della Banca d'Italia, il 2003 è stato un anno di crescita per quasi tutti i porti italiani. Al raggiungimento di questo risultato hanno contribuito principalmente i movimenti dei crocieristi, che nei porti di Venezia, Napoli e Genova, hanno registrato aumenti fra il 21,5% e il 35,6%. Buoni risultati si sono avuti anche nel traffico delle merci e dei container, in particolar modo nei porti di Taranto, Napoli, Salerno, Genova e La Spezia, dove si sono registrati aumenti fra il 3,5% e il 12,3%.

 

L'Autorità portuale di Taranto, durante la riunione di luglio 2004 del Comitato portuale, ha deciso di inviare al Ministero delle infrastrutture il bando di gara per l'ampliamento del IV sporgente del porto.

 

Nel mese di agosto 2004, presso il Ministero delle attività produttive, si è svolta la prima riunione della conferenza dei servizi per esaminare la richiesta effettuata della società madrilena Gas Natural di costruire, in un'area del porto di Taranto, tra Pino solitario e Punta Rondinella, un terminal per la rigassificazione di gas naturale GNL.

 

Dopo essere state archiviate tutte le pratiche burocratiche ad ottobre 2004 è partito il bando di gara di appalto per la creazione della nuova piattaforma logistica del porto di Taranto. Tale opera, come spiegato dal Presidente dell'Autorità portuale, Sandro Petriccione, potrà contare già su un raccordo ferroviario. La piattaforma logistica, che per cui si prevede un costo complessivo di circa 115 milioni di euro di cui 35 stanziati dal gruppo Gavio ed il resto dal ministero, si estenderà su una superficie di 95 ettari di cui 75 dedicati al distripark.

 

Nell'ottobre 2004, alla presenza dal prefetto del capoluogo ionico, Giancarlo Ingrao, ed il Presidente dell'Autorità portuale, Sandro Petriccione, è stata inaugurata, nel porto di Taranto, la nuova Darsena servizi i cui lavori erano iniziati a luglio 2001. L'attuale darsena occupa 830 metri di banchine ed un bacino interno di 24 mila metri quadrati di superficie.

 

I porti italiani di Taranto, Civitavecchia e Napoli hanno partecipato, dal 2 al 4 novembre 2004, alla 17° edizione dell'International Transport & Logistic, fiera internazionale della logistica, telematica, trasporto merci e passeggeri che si è svolta nel padiglione fieristico Bella Center di Copenaghen.

 

2005:

Nel gennaio 2005 l'Autorità portuale di Taranto ha assegnato ad una associazione temporanea di imprese (Ati) l'appalto per la realizzazione di una piattaforma logistica per lo smistamento delle merci al porto. L'appalto è stato assegnato alla Ati composta dalla capofila Gavio Logsystem, del gruppo Gavio, dalla Grassetto e dalla Fincosit. L'opera costerà complessivamente 156 milioni di euro e dovrebbe essere realizzata in tre anni. L'Ati aggiudicataria dell'appalto dovrà presentare entro otto mesi il progetto definitivo dell'opera, che dovrà essere approvato dal Cipe. I costi saranno per la maggior parte a carico dell'Autorità' portuale di Taranto (97 milioni di euro); la restante parte sarà infine coperta con i finanziamenti della “legge obiettivo” e il contributo delle stesse imprese private che hanno presentato il progetto.

L’Autorità portuale di Taranto è impegnata nel garantire una gestione, compatibile con l’ambiente, dei diversi tipi di rifiuti in ambito portuale. In tale ottica ed in ossequio alla normativa afferente i rifiuti prodotti dalle navi di cui al decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 182, la Port Authority ha redatto il piano di raccolta e di gestione dei rifiuti del porto di Taranto. In esso sono stati presi in considerazione non solo i rifiuti prodotti dalle navi così come è richiesto da detta normativa, ma anche tutti i rifiuti gestiti in ambito portuale.
In sintonia con i predetti obiettivi la Nigromare Srl, società concessionaria delle attività di ritiro e di gestione dei rifiuti provenienti dalle navi mercantili nel porto di Taranto, già certificata nel 2003 in accordo alla norma Iso 14001:96, ha richiesto ed ottenuto la convalida della Dichiarazione ambientale. Ratifica concessa dal Rina, sia per lo standard Iso 14001 che in riferimento al Regolamento comunitario n. 761/2001 (Emas) che ha permesso alla Nigromare di iscriversi nel "Registro ambientale comunitario" delle aziende ecogestite. Il percorso seguito da Nigromare per raggiungere tale obiettivo ha riguardato la verifica della conformità alla normativa vigente in tema di salvaguardia ambientale, individuazione e valutazione degli impatti ambientali delle attività svolte, loro gestione e miglioramenti attuabili. Infine la società ha redatto una Dichiarazione ambientale che contiene le informazioni relative alle sue prestazioni ambientali, disponibile al pubblico e aggiornata annualmente. Questa certificazione rappresenta una crescita qualitativa dei servizi erogati nel porto di Taranto, inserendo Negrimare e lo scalo stesso nel ristretto gruppo delle "realtà Emas" italiane in ambito portuale.

 

Nell'ottobre del 2005 si è aperto il dibattito sul Piano regolatore del porto di Taranto dopo che nell'ultima riunione del Comitato portuale è stata presentata una bozza del nuovo (quello vigente risale agli anni '70). Sono almeno quattro i progetti relativi a nuovi insediamenti per attività di carattere portuale, industriale e terziarie, presentati all'Autorità portuale e che se approvati dovranno essere inseriti nel nuovo Piano regolatore. Il raddoppio del pontile petroli dell'Eni, il rigassificatore, un impianto per il trattamento dell'energia criogenica, un distretto tecnologico integrato per l'assemblaggio delle merci containerizzate
Di particolare importanza appare quest'ultimo progetto che vede coinvolti la società italiana Sire logistica ed una cordata di investitori statunitensi tra cui il gigante dell'elettronica Ats e la banca di affari Westlands Securities. L'investimento previsto è di novecento milioni di euro e le aree individuate per la realizzazione della nuova infrastruttura, la cui superficie sarà di centoventi ettari, sono il quinto sporgente (attualmente utilizzato dall'Ilva), che verrebbe raddoppiato, e l'ex yard Belleli. Il nuovo insediamento ospiterà oltre ad una serie di attività produttive tra cui l'assemblaggio tecnologico di beni di consumo di diverso tipo, il food processing ed il frost storing, anche quella di transhipment dei contenitori, che sarà effettuata con nuove tecnologie applicate per la prima volta in Europa. L'obiettivo è di movimentare due milioni di teu mentre i nuovi posti di lavoro sarebbero duemilacinquecento più altri quattromila nell'indotto. La realizzazione di questo megaprogetto, denominato Ditek, si fonda sullo studio di una nuova concezione logistica effettuato dalla società americana Ats ed attualmente in fase di realizzazione nel porto cinese di Shanghai dove consentirà la gestione di dieci milioni di teu all'anno. Questo insediamento genererebbe sinergie strategiche con quello del rigassificatore e di un impianto per il trattamento dell'energia criogenica proposti rispettivamente dalla società spagnola Gas Natural e dal gruppo multinazionale Sapio. Un progetto - quello del rigassificatore - che in città ha trovato pareri discordi (c'è chi dice di sì a patto che il gas prodotto in loco venga distribuito agli utenti tarantini ad un prezzo più basso) ma che il leader dell'Unione, Romano Prodi - in una sua recente visita - ha giudicato necessario. Affinché questi progetti possano diventare realtà è indispensabile che vengano recepiti dal nuovo piano regolatore. Il Commissario dell'autorità portuale ha in più occasioni ricordato che spetta però agli enti locali decidere se dare il via libera o meno a questi nuovi insediamenti.
Il Comitato portuale tornerà ad esprimersi sul nuovo piano regolatore tra poco meno di un mese. I rappresentanti delle varie categorie presenti in comitato hanno infatti chiesto trenta giorni di tempo per studiare il documento e proporre osservazioni ed eventuali emendamenti. Successivamente si aprirà una fase di confronto con il Comune ed una volta trovata l'intesa si passerà all'approvazione definitiva del nuovo piano regolatore che a quel punto potrà essere finalmente inoltrato al Consiglio superiore dei Lavori Pubblici.

 

2006:

Dopo un iter procedurale che durava da oltre tre anni, finalmente con l'accelerazione data negli ultimi mesi si è giunti alla sottoscrizione, giovedì 9 marzo 2006, della convenzione per l'affidamento in concessione della progettazione definitiva ed esecutiva e dell'esecuzione dei lavori di realizzazione della Piastra logistica.
Per firmare l'accordo si sono incontrati il commissario dell'Autorità portuale di Taranto, Luigi Lobuono, e l'Ingegner Claudio Vezzosi, in rappresentanza dell'associazione temporanea di imprese, della quale fanno parte, Grassetto Lavori, capogruppo e mandataria, Grandi Lavori Fincosit, Logsystem, Logsystem International, Sina e Magazzini Generali Lombardi.
Quattro le opere previste: la piattaforma logistica, la Strada dei moli e relative reti, il raddoppio del IV sporgente e la Darsena ad ovest dello stesso sporgente, per un valore complessivo, di 156 milioni di euro, di cui circa 37,5 milioni di euro a carico del soggetto promotore. Inserito nella Legge Obiettivo, il progetto della Piastra logistica è stato approvato dal Cipe con delibera n. 74 nel settembre del 2003, ed aggiudicato in via provvisoria al soggetto promotore, dopo aver seguito le procedure del project financing, il 10 gennaio del 2005.
A decorrere dalla data di sottoscrizione della convenzione, il concessionario dovrà redigere entro centoventi giorni il progetto definitivo che dovrà essere approvato dal Cipe e, successivamente, entro sessanta giorni, quello esecutivo.
L’inizio dei lavori è previsto per l'ultimo trimestre dell'anno in corso. Tempi diversi invece per la loro ultimazione: poco meno di due anni per la Strada del moli e la Piattaforma logistica, mentre ci vorranno circa tre anni per il raddoppio del IV sporgente e il banchinamento della Darsena.
Il progetto della piattaforma logistica integrata, che si svilupperà su una superficie complessiva di circa 190.000 mq, prevede, tra l'altro: la realizzazione di un terminal ferroviario con il collegamento alla ferrovia nazionale ed alle arterie principali lungo le dorsali adriatica e ionica e, quindi, connesso all'intero sistema europeo; la realizzazione di magazzini merci fino a 22.500 mq; la costruzione di magazzini refrigerati per la conservazione di merci deperibili fino a 6.000 mq; la costruzione di silos e capannoni per lo stoccaggio, manipolazione e assemblaggio delle merci.
Tra le finalità operative della piattaforma figurano l'offerta di servizi di logistica a compagnie di navigazione e ad operatori nazionali ed internazionali; il coordinamento e l'organizzazione di un servizio di navi feeder nell'area mediterranea per la distribuzione delle merci; lo sviluppo e la movimentazione di container, automobili e merci di diverse filiere produttive; la promozione di un servizio di cabotaggio a mezzo di navi ro-ro.
L'occupazione prevista a regime nella piattaforma è di 302 unità con una previsione sull'indotto di ulteriori 650 unità.

 

L'11 luglio 2006 l'Autorità Portuale di Taranto ha ospitato il meeting di avvio dell'attività del progetto comunitario NEW.TON (NEtWorking ports to promote intermodal TranspOrt and better access to hinterlaNd). Il progetto è stato candidato dall'ente portuale pugliese, partner capofila, nell'agosto 2005, nell'ambito del programma di iniziativa comunitaria Interreg III B - Archi-Med. L'obiettivo generale del progetto consiste nella valorizzazione ed ottimizzazione del sistema e dell'organizzazione dei trasporti e, in particolare, del ruolo dei porti in un'ottica di miglioramento dell'accessibilità, riduzione della congestione e promozione del trasporto intermodale nelle regioni Archi-Med e, nello specifico, lungo l'asse Italia-Grecia-Turchia, Mar Ionio-Mar Nero, ciò anche sulla base dell'aumento di traffico di mezzi pesanti previsto con il completamento dell'asse autostradale Egnatia Motorway.

 

Il leader nazionale dei Comunisti italiani, Oliviero Diliberto è giunto a Taranto sabato 7 ottobre per prendere parte ad un convegno organizzato dal suo partito sulle prospettive di sviluppo della città. Nel suo intervento si è soffermato tra l'altro sui problemi della portualità, osservando che nel 2010, con il trattato di Barcellona ci sarà un'opportunità nuova legata all'apertura di un'area di libero scambio nel Mediterraneo.

 

Il 12 ottobre è stata pubblicizzata la notizia di progetto per un portale web ( www.portidisicilia.it ) è in fase di completamento ed è destinato agli interessati al turismo nautico, da utenti, da amministratori pubblici o da imprenditori. L'iniziativa è dell'Ufficio speciale per la valorizzazione della risorsa mare e dei porti turistici dell'Isola, struttura creata nel 2002 e diretta da di Michele Benfari.

 

Con l'arrivo della nave porta-container il 30 novembre, Msc Lucy, battente bandiera panamense, una nuova era si starebbe per aprire per Taranto Container Terminal. Non è ancora chiaro infatti se tra la società terminalista tarantina e l'importante compagnia di navigazione, con sede a Ginevra, sia già stato sottoscritto un accordo ma tutto lascerebbe pensare di sì, considerato che la Msc sembra voler abbandonare lo scalo portuale del Pireo per sostituirlo con un altro scalo hub. Se l'operazione venisse confermata, Taranto avrebbe sconfitto la concorrenza di Gioia Tauro per aggiudicarsi l'eredità dello scalo greco.

 

A dicembre il governo ha dato dà semaforo verde al raddoppio del quinto sporgente del porto di Taranto, nelle cui vicinanze si insedierà il Ditek, distretto tecnologico integrato. Il via libera è arrivato con un emendamento in Finanziaria proposto dal ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro. Tra le aree individuate per la realizzazione della nuova infrastruttura, la cui superficie sarà di 120 ettari, figurano il quinto sporgente (attualmente utilizzato in autonomia gestionale dall'Ilva), che verrebbe raddoppiato, e l'ex yard Belleli. Il nuovo insediamento ospiterà oltre ad una serie di attività produttive tra cui l'assemblaggio tecnologico di beni di consumo di diverso tipo, il food processing ed il frost storing, anche quella di transhipment dei contenitori, che sarà effettuata con nuove tecnologie applicate per la prima volta in Europa. "L'intervento - spiega l'ingegner Luigi Severini, che ha curato il progetto - riguarda un sistema complesso produttivo di grande portata per lo sviluppo del territorio tarantino. Tiene insieme un distretto tecnologico integrato e un terminal container. Con questo distretto si ha un po' l'ambizione di risollevare in maniera poderosa l'economia tarantina. Oltretutto abbiamo la speranza di intraprendere il percorso individuato in maniera estremamente veloce. Contiamo di cantierizzare le opere entro il 2008 e quindi di dare una buona volta una speranza ad un territorio che è senz'altro in grande sofferenza in questo momento".

 

 

2007:

Il 19 maggio il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, ha visitato il porto di Taranto. Nel corso dell'incontro con i componenti del locale Comitato Portuale il ministro ha sottolineato l'aspetto "rivoluzionario" della nuova legge finanziaria che definitivamente e realmente affida alle Autorità Portuali quell'autonomia finanziaria e decisionale-operativa che la legge 84/94 sancisce, ma che finora aveva trovato scarsa applicazione nella realtà. Dopo una dettagliata presentazione dello scalo jonico, il presidente dell'Autorità Portuale, Michele Conte, ha colto l'occasione per evidenziare al ministro che il porto di Taranto è arrivato ad un livello tale di sviluppo in cui non sono tanto necessarie risorse economiche immediate, quanto invece è urgente la possibilità di poter operare. In particolare - ha spiegato Conte - risulta prioritario individuare soluzioni più opportune ed economiche per effettuare operazioni di dragaggio per la realizzazione di nuove infrastrutture e il riammodernamento di quelle esistenti.

In merito alla problematica dei dragaggi, Bianchi ha assicurato che, prima dell'estate, sarà emesso l'atteso regolamento attuativo dello specifico comma della legge finanziaria 2007.

 

 

Torna all'inizio

Torna a OLT

Torna a Trail

Torna al Porto di Taranto